martedì 1 giugno 2010

Esiste il razzismo?

Se provaste a chiedere ad un membro del Ku Klux Klan perchè odia la gente dalla pelle nera vi risponderà subito che essi sono cattivi, sono il male e che vanno eliminati.

Da un loro punto di vista questa cosa è giusta e, magari, si chiedono come mai per gli altri non sia lo stesso.

Oggi su un blog ho visto questa dicitura:


ed ho pensato... "Caspita, io odio i Francesi magari quello che ha scritto queste cose ce l'ha pure con me anche se non capisco il motivo, dopotutto i Francesi sono un popolo orribile!".

E poi ho anche pensato: "Senza contare che in cima alla lista ci sono gli Zingari... ed odio profondamente anche quelli e, nel mio intimo, penso che il mondo sarebbe un posto migliore senza quest'ultimi".

La domanda quindi è facile: esiste il razzismo? Dopotutto l'odio è sempre esistito nel mondo e sempre esisterà ed allora che cos'è il razzismo se non odio incanalato in una direzione specifica?

Ovviamente l'omicidio, lo sterminio, la violenza ecc. sono tutti atti da condannare, questo è pacifico per tutti ma come si può catalogare un'idea?

Ah, dimenticavo... più di tutti odio i politici ed i prepotenti!

Sono razzista, lo so... eppure non riesco a sentirmi in colpa per questo.


5 commenti:

dark0 ha detto...

certo che non è una domanda facile ne si può avere una risposta facile, anch'io ho le mie antipatie non lo nego, la cosa che mi aiuta è che cerco sempre di analizzare la situazione e la persona.
non so come risponderti più chiaramente.

sui politici, posso dirti che odiarli (quelli mascalzoni) è cosa lecita per me. :)

robydick ha detto...

la penso come darko e fai una domanda a cui non so dare davvero una risposta facilmente spiegabile, anche se riesco a distinguere tra odio, antipatia e razzismo, ma lo faccio istintivamente.

dei tre sentimenti, forse il razzismo è quello che trova fondamento esclusivamente in preconcetti, in questo senso odiare i francesi è razzismo. odiare una caratteristica che li accomuna è già diverso, spersonalizza e cerca motivazioni sensate.

e poi diciamola tutta: il razzismo s'è sempre manifestato con violenza e prevaricazione nella storia. se nulla di ciò accade siamo forse sempre nel razzismo sui generis, ma in ben altra dimensione

Alex ha detto...

La realtà è che nemmeno io so come pensara, contate che il post è stato scritto questa mattina mentre fecevo colazione.
A volte mi domando le cose e cerco una risposta nella collettività.
A volte la risposta non c'è.
Altre volte sì ma sarebbe meglio non conoscerla.

chechi ha detto...

il razzismo è la paura del diverso, dello sconosciuto. è (drammaticamente) una condizione umana che solo l'intelligenza e il viaggiare (=consocere) potranno cambiare.

Alex ha detto...

Beh, in realtà volevo solamente dire che, forse, il concetto di razzismo è così astratto che a volte può nono essere riconosciuto.
Il razzista lo sa di essere razzista o per lui è una parola che non si sposa al suo stato attuale?
Mi spiego: il razzista crede di essere nel giusto quindi non pensa minimamente di essere razzista o, se lo pensa, crede di essere ampiamente giustificato dalla cosa.
Io odio la razza degli zingari eppure penso di essere ampiamente giustificato in questo e, se mi chiamano razzista penso che chi lo dice non capisce il mio punto di vista.
Ha senso?