venerdì 9 luglio 2010

Non solo cibo.


Per ipotesi facciamo finta di trovarci da soli in una stanza arredata con un tavolo al centro del quale c'è una banconota da 500 euro.

Una voce vi dice di uscire dalla stanza quando volete, senza limite di tempo, ma vi dice anche di nono prendere i soldi che sono sul tavolo perchè vietato.

Vi dice anche che, comunque, non ci saranno controlli di alcun genere se doveste prendere il denaro e che non ci saranno nemmeno controlli futuri nè tantomeno punizioni.

Voi... cosa fareste?

Beh, conosco una persona che non prenderebbe i soldi ma non è il mio caso, io personalmente arrafferei il contante subito ed uscirei dalla stanza.

Così è lo stato italiano.

Ci sono le leggi, fin troppe, ma non c'è controllo nella migliore ipotesi mentre addirittura vengono stravolte quando fa piacere alla casta eletta.

Quotidianamente leggo e sento notizie riguardo alla politica che mi fanno rabbrividere e capisco che sono tutti uguali, arrivati ad un certo punto si entra in un meccanismo che porta ad uno stile di vita stereotipato e consolidato in anni ed anni di malagoverno.

E la cosa è talmente radicata e talmente comune che alla fine non fa più notizia nè scalpore.

Corruzione, associazione mafiosa, ingiustizie, privilegi... sono tutte cose che oramai ogni cittadino italiano accetta come "normali" quando si parla di politica.

E loro, i politici, se ne infischiano di tutto e nemmeno si preoccupano più di nascondere le cose e fanno tutto alla luce del sole tanto nessuno dice nulla perchè sono tutti d'accordo.

Si va da fatti gravissimi alle scemenze che, però, sono indice del pensiero dei nostri governanti.

Ad esempio riporto un articolo di Alberto Di Majo:

Onorevoli stufi dei panini, ristorante sempre aperto.

Basta con il pranzo alla mensa o col panino al bar della Pisana. Da oggi i consiglieri regionali del Lazio potranno mangiare sempre alla buvette. Pochi giorni fa, infatti, l'ufficio di presidenza del Consiglio regionale ha modificato il contratto della società che gestisce il ristorante. Adesso la sala con i quadri, le tovaglie ricamate e le poltroncine sarà aperta ogni giorno e non solo quando si riunisce l'assemblea, cioè più o meno una volta a settimana. Del resto come si fa a rinunciare alla pasta al salmone con zucchine a la julienne o al filetto di manzo? Sarebbe davvero impensabile. «Sembra che gli onorevoli abbiano fatto parecchie pressioni alla presidenza - racconta un cameriere del ristorante - Per noi va bene: prepareremo i pranzi dal lunedì al venerdì». Ovviamente è stata mandata una lettera a tutti i consiglieri regionali per avvertirli della novità e, allo stesso tempo, ricordargli che la possibilità di sedersi ai tavoli e ordinare «è riservata ai consiglieri e ai loro ospiti».


I rappresentanti alla Pisana saranno più contenti: meglio la cucina del ristorante che la mensa o, addirittura, il panino e la mezza minerale al bar sempre affollato. Come tocca ogni giorno agli altri dipendenti della Regione. I prezzi restano comunque accessibili. Non che i consiglieri, che partono da uno stipendio di 8 mila euro al mese ma possono arrivare anche a superare i 12 mila, abbiano problemi per mangiare al ristorante eppure se si può risparmiare è sempre meglio. Dunque il pranzo alla buvette aiuterà anche i portafogli dei politici nostrani. Minimizza il presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese: «Ho chiesto alla società che gestisce il ristorante di aprire tutti i giorni perché spesso ci troviamo in difficoltà. La Pisana è una sede decentrata, quando riceviamo degli ospiti dobbiamo prendere la macchina e raggiungere un ristorante magari nel centro di Roma. Ci vuole almeno mezz'ora, invece così è tutto molto più comodo».


Anche perché, precisa sempre il numero uno del Consiglio regionale del Lazio, «questo non è un servizio a carico dei cittadini. Anzi l'apertura della buvette tutti i giorni permetterà agli eletti di non allontanarsi dal loro posto di lavoro». Insomma per Abbruzzese non si tratta di un altro privilegio dei politici, insostenibile in tempi di sacrifici richiesti a tutti gli altri cittadini. «Mica sono stupido - dice sicuro - Non avrei mai fatto una cosa del genere, soprattutto in questo periodo. Vedrà, invece, i consiglieri gradiranno il nuovo servizio, è un'esigenza di tutti». Chissà che non gradiranno anche i dipendenti che continueranno invece a mangiare al bar o alla mensa. Di certo dovranno fare meno file.


Ed adesso, alle prossime elezioni... chi voterete? O, meglio... voterete?



4 commenti:

robydick ha detto...

mado', non trovo le parole per disprezzare quella gente

Vonetzel ha detto...

Mi associo al commento di Roby.
Tragicamente realistico l'interrogativo finale: chi votare?...
O meglio...votare??
Bah!...il problema secondo me sta nel fatto che gli idioti votano SEMPRE!

Marco ha detto...

Concordo con Vonetzel, quasi tutti gli elettori accettano passivamente il malgoverno, votano condizionati soprattutto dalla tv.
Possono pochi attenti elettori cambiare le cose? Nell'immediato ovviamente no, i politici lo sanno bene e sperano che si arrendano anche loro.
Però è meglio fare quel poco o tanto che si può per non spegnere la speranza di un cambiamento in futuro. Che ne dite?

Alex ha detto...

Ciao Marco, benvenuto.

Io... ho paura che siamo ben aldilà del punto di non ritorno.

Però... accetto suggerimenti, se mi dici chi voteresti e perchè forse ne possiamo discutere.

Ad oggi io so chi NON votare. :-)